giovedì 21 luglio 2011

Portogruaro, -25 km a Caorle

Oggi pomeriggio, 21 Luglio, arriveremo a Caorle, a casa, al mare. Finalmente l'Adriatico!
Ieri una serata fantastica nel centro storico di Portogruaro pieno di concertini in piazza.
Notte passata dietro l'istituto magistrale. Ora caffé e via verso sud.
A presto mare.

martedì 19 luglio 2011

Gemona - San Daniele - Corbacco

Lasciamo Gemona e salutiamo Pier e famiglia. Un arrivederci veloce, quelli lunghi sono imbarazzanti e inutili.
Andiamo al Tagliamento col suo letto larghissimo e giungiamo ad Osoppo.
Per evitare la statale tagliamo attraverso la zona industriale. Sono impressionato dall'imponenza delle industrie pesanti della zona. Rimango affascinato. Mi sembrano degli enormi giocattoli e vorrei visitarne alcune, ma non è possibile.
Tentiamo la fortuna con una strada di campagna che si infila nel bosco. Evitiamo parte della statale, ma impighiamo un po' ad uscirne anche perché non possiamo guadare un fiume pieno d'acqua e fango per le piogge di questi giorni.
Arriviamo a Majano per pranzo. Mentre mangiamo lì fuori si scatena il diluvio. La strada sembra un fiume e quasi non si vedono gli alberi sull'altro lato da quanta acqua scende. Sono lieto di essere al riparo con una bottiglia di rosso.
Si riprende il cammino e seguiamo indormazioni contrastanti per raggiungere San Daniele. Sembra che ciascuno abbia una sua idea.
Abbiamo perso molto tempo a causa del brutto tempo e oggi non riusciremo ad avanzare come volevamo.
Raggiungiamo il bellissimo centro storico sul colle a San Daniele appena in tempo per chiedere dove poter alloggiare all'ufficio informazioni. Il cielo è grigio e dopo il temporale di oggi preferiamo dormire all'asciutto.
Dalla città si vede la pianura sottostante. Guardo a sud e per la prima volta in questo viaggio non vedo montagne. Tutto è piatto. Che bello!
Troviamo un fantastico bed and breakfast lungo la strada. La padrona commossa dalla mia telefonata e dal fatto che siamo a piedi viene a prenderci ad un paio di km. Il posto è perfetto: tranquillo, nel verde, tutto nostro e con un vasca da bagno.
Usciamo per prendere da bere e l'odor del forno ci prende per le narici e ci porta ad un negozietto dove stanno facendo dei grissini. Parliamo un po' e ci regala dei grissini appena sfornati. Deliziosi.
Ci beviamo le nostre birre sul terrazzo e la famiglia che ci ospita si ferma ad ascoltare le storie dei nostri viaggi. Mi sento a casa, tra amici. L'ospitalità è tanta.
Ora entro in casa a dormire sul mio letto. È facile abituarsi al letto dopo tante notti in tenda.

Dogna- Gemona

Il campanile della chiesa di Dogna è a ridosso della statale, praticamente le gira attorno e ci sveglia alla mattina presto.
Ci incamminiamo lungo l' infinita ciclabile attraverso gallerie e le montagne che scendono a picco.
Arriviamo a Resiutta alle 11 presto per pranzare e ci limitiamo a sbavare davanti alle decine di polli allo spiedo che girano nella rosticceria davanti a noi.
La ciclabile finisce. Si prosegue lungo la statale. C'è poco traffico e incrociamo diversi ciclisti.
Pranziamo in uno dei posti peggiori dove ci siamo fermati, a Carnia, un paese tristissimo.
Riprendiamo il cammino col cielo che comincia a coprirsi di nuvoloni grigia, ma non possiamo aspettare.
Raccogliamo lungo la strada more e prugne ciliegine. Buone.
Entriamo nel bel centro storico di Venzone, un paese che ci sorprende per la bellezza.
Proseguiamo e comincia a piovere. Aspettiamo che passi il grosso della pioggia mangiando tre enormi palline di gelato in una latteria e riprendiamo il cammino.
La pioggia si fa più intensa e sbagliamo strada due volte nel tentativo di tagliare per i boschi. Fortunati a non perdersi completamente.
Siamo in ritardo all'incontro con Pier.
Mi chiama e viene a prenderci alle porte di Gemona bagnati come dei pulcini. Che sollievo!
Ci facciamo una doccia calda e poi tutti a San Daniele a mangiare prosciutto crudo. Un pasto indimenticabile.
Con Pier abbiamo appena il tempo di raccontarci le cose principali, poi stanchissimi andiamo a dormire con un temporale con effetti speciali da film di fantascienza.
Purtroppo non abbiamo più tempo, domani si continua verso sud, verso il mare.

Tarvisio - Dogna

Un fantastico cappuccino con la polvere di cacao era da una vita che non lo bevevo. Un ottimo inizio di giornata.
Salutiamo il simpatico padrone leccese de Al Cacciatore (in ogni paese c'è un ristorante con questo nome persino in un paesino di mare come Caorle) e ci avviamo sotto la bandiera del Lecce che era in ritiro a Tarvisio.
Riprendiamo la ciclabile costruita sulla vecchia linea ferroviaria udine-tarvisio che attraversa la valle.
È incredibile da queste parti. Le montagne ci sovrastano ripide. Sotto scorre il fiume Fella tra i sassi. A fianco c'è solo lo spazio per la statale e l' autostrada costruita su piloni imponenti. Spazio per altro non ce n'è, ad eccezione di qualche vallata dove sorgono minuscoli villaggi.
Lungo la strada ci fermiamo all'osteria Ai Ors, dove c'è una donna che sembra una strega appena svegliata senza cappello e senza trucco.
A Malborghetto prendiamo il caffé a Casa Oberreichner, o qualcosa del genere, dove c'è una curiosa mostra perenne di giocattoli. Passiamo Pontebba, dove c'era il confine fino al 1918 e arriviamo stanchi a Dogna.
Piantiamo la tenda oltre un ponte pedonale dove dei ragazzini giocano a nascondino e vengono da noi incuriositi e affascinati da due giovani che dormono in tenda col sacco a pelo lì da loro.
Oggi cena col tonno. Domani Gemona dove mi aspetta l'amico Pier. Non vedo l'ora di rivedere lui e la sua famiglia.

domenica 17 luglio 2011

Arnoldstein pista da sci - 3 confini 1506- Tarvisio 21 km

Siccome alla notte faceva freddo ci siamo spostati nel corridoio del bagno. Avrei voluto vedere la faccia del gestore nel vederci alla mattina, ma ci siamo svegliati presto per affrontare l'impervia salita.
Guardo fuori e la sfiga ci perseguita: temprale.
Aspettiamo. Arriva il gestore e ci fa un caffé. È uno sloveno e parla italiano. Ci facciamo due risate e quando smette di piovere ringraziamo il gestore, che ieri ha lasciato il bagno aperto per noi intenzionalmente e senza dire nulla, e iniziamo a salire.
Avanziamo tra le nuvole sul sentiero che a volte passa sulla pista da sci.
Dreilænderecke, Monte Forno, Pec, a 1506 metri questo punto della terra ha tre nomi. Qui si incontrano Austria, Italia e Slovenia.
Faccio un passo. Sono in Patria! Dopo 3 settimane e mezzo dopo oltre 650 km percorsi, sono finalmente in Italia e non vedo l'ora di bermi un buon caffé.
Il primo cartello di un sentiero che vedo in Italia dice: Guardia di Finanza, 2 km. Benvenuti...
Scendiamo e in qualche ora atttaversiamo Fusine e, percorrendo una insperata ciclabile, raggiungiamo Tarvisio.
Appena ci sediamo in un ristorante, comincia a piovere. Non possiamo piantar la tenda con questo tempo. Troviamo una locanda gestita da un leccese qui al confine dove poter passar la notte all'asciutto.
Lasciamo la birra per del buon bianco e due grappe. Siamo in Friuli, siamo in Italia. Non so ancora se credere a me stesso.

venerdì 15 luglio 2011

Velden nel bosco - Arnolstein sulla pista da sci 32,5 km

Partiamo dal bosco vicino alla spocchiosa Velden e continuiamo nel verde.
Seguiamo i segnali arancioni dell'oleodotto Adria-Wien e riusciamo a districarci tra gli innumerevoli sentieri giungendo al Faaker See, un altro bel lago. A sud ci sono montagne imponenti e massicce, il Karawank, oltre, la Slovenia.
Mangiamo alla Nudelfabrik, la fabbrica della pasta, su consiglio di una signora in un maneggio. L'Italia è vicina e qualcuno parla italiano.
Arriviamo dopo una lunga camminata lungo il fiume al luogo del nostro campeggio. Per la quarta volta la mappa ci tradisce: il campeggio non c'è più.
Decidiamo di proseguire fino ad Arnoldstein. Tarvisio è a 12 km circa. L'Italia a molto meno. Ma il nostro tragitto non sarà diritto. Domani saliremo a 1500 fino al Dreieckelander, o al Monte Forno, o a Pec, insomma su quell' angolo di terra dove si incontrano Austria, Italia e Slovenia.
Dopo aver fatto la spesa per domani saliamo a 700 metri fino agli impianti sciistici. È tutto chiuso, ma i bagni sono aperti. Questo sarà il nostro albergo per la notte.
Dal tavolo dove abbiamo cenato si vede la cima.
Alle undici di notte la luna sorge dalla Slovenia. È luna piena. È bellissima.
L'Italia è ad un paio di chilometri, ma 800 metri di dislivello. Manca poco, domani sarò in patria.

Klagenfurt - Velden nel bosco 24 km

Il lago Wörthersee è bellissimo. Le montagne sono un contorno prefetto. Peccato che ci siano solo pochissimi angoli di spiaggia-prato non privati.
Dopo un po' il clima turistico e gli alberghi a 5 stelle mi stufano e diventa tutto quasi insopportabile.
Al momento giusto, cioè quando ci stiamo squagliando dal caldo, troviamo uno spazio aperto al pubblico e ci tuffiamo nell'acqua fresca del lago. Ah, che sollievo!
Arriviamo a Velden e l'aria del turismo per ricchi mi diventa insopportabile.
In fretta superiamo l'ultima città del lago e troviamo un posto per la tenda nel nostro amato bosco su del soffice muschio.
L'Italia è due giorni.