Mi sveglio alla mattina e il tempo è ancora grigio. Non so se attraversare la montagna o prendere la strada più lunga. Con questo tempo in montagna non si va.
Aspetto che passi un po' il tempo. I panni lavati il giorno prima non sono ancora asciutti. Usciamo tardi e decidiamo per una seconda colazione al bar. Alle 11 il sole decide che è giunto il suo momento e si fa vedere. Decisione presa, si va verso Kettentorl a 1864 metri.
Facciamo la spesa perché il giorno dopo prevediamo di dormire ancora nei boschi. Se piove ancora butto via la tenda e dormo solo in albergo.
Saliamo per un sentiero ripido con alla destra degli alberi caduti sotto il terreno franato e a sinistra il torrente di acqua limpida.
Superati 500 metri ci fermiamo ad una gasthaus a mangiare. Ce l'avevano consigliato già tre persone tra cui una giovane austriaca appassionata di sport estremi. Ed è tutto buono. Io mangio degli spatzle al formaggio e Laura tripudia con un cordon bleu al formaggio e speck.
Ora proseguiamo per 8 km lungo una verdissima vallata illuminata da un sole benevolo.
Arriviamo al Burgerhube, il rifugio dove dormiremo stanotte in pieno pomeriggio. È tardi per continuare.
Gli unici altri ospiti sono due signori austriaci più pazzi di noi. Stanno attraversando l'Austria da est a ovest lungo la via 02, cioè 1200 km con diverse vette sopra i 2000 metri. Viaggiano senza tenda e hanno due zaini da 18 kg. Mi chiedo se per averli cosí pesanti portino con sé dei mattoni. Neanche il mio zaino per un anno e mezzo in giro pier Asia e Africa era cosí pesante.
Facciamo una cena pantagruelica con zuppa, lasagne, lasagne e grappino e poi tutti a nanna nella stanza da cinque occupata solo da me e Laura.
Anche stanotte si dorme su un letto, che non diventi un' abitudine!
mercoledì 13 luglio 2011
Trieben - Bergerhube 16 km
venerdì 8 luglio 2011
Buchau (St. Gallen) - Admont - Trieben 28 km
Il tempo non può fare altro che migliorare... Infatti ci svegliamo col cielo grigio che promette pioggia.
Prendiamo la strada del bosco e poi la statale fino ad Admont, perché non ho le mappe a causa del cambio di rotta. La strada non è trafficata, ma il cielo grigio la rende odiosa.
Vediamo Admont dall'alto e tagliamo per un paesino e poi lungo il fiume. Pranziamo e proseguiamo per Trieben, la nostra meta di oggi.
Davanti a noi ci sono 600 metri di dislivello in un paio di km su una bella strada alberata piena di tornanti. Solo che arriva la pioggia e non ci sono ripari. Aspettare sotto agli alberi è inutile, ci si lava lo stesso.
Avanziamo sotto il diluvio e vediamo il primo ristorante dopo due ore di cammino. È la nostra oasi di salvezza. Nessun caffé al mondo è buono quanto questo.
Di dormire in tenda oggi non se ne parla. E per la prima volta in 2 settimane e mezzo dormiamo in una stanza. Troviamo un affittacamere che ci lascia le chiavi perché il giorno dopo devono partire presto. Facciamo a gara a chi va sotto la doccia calda e poi a letto.
Ho imparato una cosa importante oggi, non credere alle previsioni del tempo in Austria.
Grosse Klaus hutte - Buchau (St. Gallen) 29 km
Ho fatto brutti sogni nel bosco. Prima di addormentarci abbiamo sentito un cane abbaiare dove non dovrebbe esserci anima viva. Ho pensato a dei cani randagi e ogni rumore nel cuore della notte alimentava i miei incubi.
Mi sveglio e, ovviamente, piove, ma ora non ci faccio più caso.
Aspettiamo un po' e riprendiamo il nostro viaggio lungo il fiume nella valle. Passiamo sotto a sei o sette gallerie che si illuminano al nostro passaggio grazie a dei sensori. Qui in mezzo al nulla trovo tecnologia verde.
Giungiamo ad un bivacco e mangiamo un pianino.
La strada ora sale ed è aperta alle auto, ma non incrociamo nessuno. Almeno questo è il vantaggio del brutto tempo.
Giungiamo a Unterlaussa e tutto e chiuso. Pranziamo con le nostre provviste nei pressi di una chiesa davanti al monumento ai caduti in guerra, durante le due guerre mondiali. Anche se erano i "cattivi" hanno il diritto di piangere i propri cari spesso mandati al fronte costretti e ingannati.
L' ultimo pezzo per St. Gallen sale nel bosco e il sole viene finalmente a trovarci. Da adesso dovrebbe solo migliorare, continua a dirci la gente. Atto di fede, gli credo.
Immergiamo i piedi nelle gelide acqua di un ruscello e scendiamo l' ultimo tratto fino in città. Prendo due birre al supermercato e ce le beviamo in piazza sotto il caldo sole.
Chiedo informazioni per i prossimi giorni. Visto che voglio salire in montagna vorrei sapere se il tempo sarà bello, altrimenti prendo una via alternativa. Il tempo non farà altro che migliorare, mi continuano a dire. Non c'è una nuvola in cielo, meglio di cosí non si può.
Lasciano la città in cerca di un posto dove piantar la tenda. Al limitare dei boschi troviamo un allevamento di trote con annesso ristorante. Guardo le trote e l'appettito sale. So cosa voglio per cena. Ordino una squisita trota al forno mentre Laura opta per un cordon bleu ai funghi, ottimo pure quello. Concludiamo con un grappino all'albiccocca raccomandato dalla padrona. Ci fermiamo a chiacchierare con lei che ci offre il divano del ristorante nel caso non troviamo un posto per la tenda. Lo troviamo a 50 metri dietro una fila di alberi.
Il cielo è stellato. La scelta della direzione sembra giusta. Buonanotte.
Losenstein - Grosse Klaus hutte 21 km
Stamattina facciamo una abbondante colazione nella gasthaus della nonnina. Tutti sono ancora più disponibili di ieri se possibile, e il marito ci da ulteriori input per il nostro tragitto, facendoci cambiare ancora la nostra via.
Hanno previsto brutto tempo, ma che faccio? Aspetto fino a che non arriva il sole? Potrei star fermo un mese. È estate, ma sembra che nessuno abbia avvertito le stagioni che quella bella debba arrivare anche qui in Europa Centrale.
Ci incamminiamo in una valle verde lungo il fiume. Dopo qualche km la strada diviene interdetta al traffico. C'è spazio solo per noi e le biciclette. In realtà lungo il bellissimo percorso ci siamo solo noi e due ciclisti cechi che riconosco dal loro Ahoj. Il brutto tempo ha tenuto lontano tutti. La strada e la vallata è nostra. A tal punto che il rifugio sul quale contavamo per l'ospitalità è chiuso.
Al rifugio c'è una terrazza coperta in legno. Piantiamo la tenda lì sotto, fissando i picchetti tra le assi del pavimento.
La notte scende sulla valle che oggi è solo nostra.
Styer - Losenstein 22 km
Il primo paesino della giornata doveva essere St. Ulrich e lì ci siamo diretti. Purtroppo, come al solito, prendiamo la direzione sbagliata seppur non lontana da dove vogliamo andare.
Comincia a piovere, tanto per cambiare. Mi scappa di andare in mezzo al bosco e quando torno trovo Laura che chiacchiera con un uomo in una skoda. Mi chiedo come mai si sia fermato. Forse perché ha visto una bella ragazza in pantaloncini corti da sola lungo la strada? E invece no. È uno che viaggia molto e ci invita per un caffé a casa sua poco lontano. Perché no? Parliamo dei suoi viaggi e della nostra camminata. La casa è piena di foto delle sue escursioni con la moglie. Ci dà dei consigli sul tragitto, cosa che ci fa cambiare i nostri piani. Arriva pure il figlio, assistente universitario.
Proseguiamo il cammino tra i boschi e la pioggia. Troviamo una coppia che porta in giro il figlio, e il marito ci dà il numero di telefono del rifugio gestito da un amico e ci indica la strada. Inizialmente pensava fossimo dei pellegrini diretti a Mariazell. Apparentemente i pellegrinaggi si sprecano in Austria.
Avanziamo e sbagliamo strada. Un contadino ci indica di tagliare per il suo prato e cosí scendiamo sul verde ripido e scivoloso.
Dopo aver pranzato con knodel al forno e spatzle agli spinaci ci arrampichiamo su un sentiero che attraversa il bosco e che forse aveva visto l'ultimo escursionista quando io usavo il mangianastri. La vista della strada è una visione che ci porta a Losenstein.
Sorpresa! Il campeggio non c'è, nemmeno qui. Comincio a pensare che qualcuno ce l'ha con me.
Entro in una gasthaus e esco con un invito a piantare la tenda nel loro giardino. I gestori sono di una gentilezza e ospitalità unica, e la nonnina che gira per i tavoli assicurandosi che tutto sia a posto, è semplicemente adorabile, la terza nonna che tutti vorrebbero avere.
Alla sera ci raggiunge Blanka e passiamo la serata in allegria, delusi dal solito pessimo tempo, ma felici per le persone fantastiche che abbiamo incontrato.
Linz - Styer 42 km
La mia incompetenza tecnologica ha cancellato il messaggio di oggi. Riscriverlo? Ci avete mai provato? La frustrazione raddoppierebbe.
In breve abbiamo percorso per 42 km. Visto il bel centro religioso di St. Florian. Persi e ricondotti sulla retta via da una signora dalla voce squillante in una Tigra cabrio rossa. Oltrepassato un ponte di una autostrada. Trovato ad istinto il paese che volevamo sotto la pioggia. Bevuto un caffé caldo in una macelleria. Incontrato dei ciclisti italiani di cui uno vestito in blu fastidio con occhiali a specchio. Oltrepassato una chiusa scavalcando le recinzioni come ladri. Camminato su una strada con auto a pochi cm da noi. Scoperto che il campeggio indicato nella cartina non esiste. Camminato per un'ora inutilmente seguendo le indicazioni sbagliate di alcuni vecchietti. Trovato un angelo biondo che ci ha accompagnato al campeggio. Scoperto che le cucine erano chiuse e cenato con due toast secchi. Montato la tenda stremato.
E nonostante tutto sono andato a letto soddisfatto del progresso ed entusiasta della doccia calda.
Untergegen bosco - Linz 15 km
Stanotte ho dormito come un ghiro anche se la tenda era piantata sulle radici. Ero stanchissimo.
La giornata comincia con la spesa al Nass und Frish. Non riusciamo a berci un caffé perché i bar del paese sono ancora chiusi.
Ci arrampichiamo su per il monte coperto da prati e boschi. 400 metri di dislivello alla mattina sono una buona sveglia.
Proseguiamo tra i boschi salendo e scendendo. I sentieri sono ben segnati e costellati da altarini e crocifissi come nella bassa Boemia.
Di tanto in tanto Laura si ferma a raccogliere lamponi e ad assaggiar ciliege. Buone!
Attraversando un campo sentiamo della musica. Cerchiamo da dove proviene, ma non riusciamo a capirne la provenienza. C'è solo un albero con una scala e un casolare lontano. Ci avviciniamo all' albero e la musica si fa più intensa. Proviene da lì. Su quel ciliegio qualcuno aveva avuto la bizzara idea di mettere un altoparlante e collegarci la radio, mah...
Saliamo fino ad oltre 900 e cominciamo a scendere verso Linz. Salire per poi scendere, cosí va in Austria.
Giungiamo a Linz avendo fatto tutta una tirata e ci fermiamo al primo ristorante. Crema ai funghi con knodel e una cotoletta. Buone!
Sfodero il meglio del mio tedesco chiedendo informazioni su ostelli, campeggi e dove acquistare le mappe per il proseguio del viaggio. Tutti ci aiutano e un signore sulla cinquantina si offre di portarci al campeggio.
Al campeggio c'è un laghetto pieno di gente attirata dalla giornata calda e soleggiata. C'è tutto. Prato, alberi, chioschetto per la birra e panini, laghetto con piattaforma al centro e anche acqua gelata e anatre. Laura non resiste e fa il bagno, io invece le anatre preferisco vederle su un piatto cotte al forno.
In campeggio conosciamo due tedeschi che hanno girato in bicicletta l' intera America con i loro due cani. E proprio vero che quando pensi di fare qualcosa di diverso e unico, incontri sempre gente più pazza di te.
Domani si riposa, o meglio, curo le vesciche e vado a comperare le mappe. Le stenderò sul pavimento della cucina, aprendole tutte per decidere la strada migliore cure evita i 2000 metri.